Monte Morello, oltre a essere un polmone verde per Firenze e Sesto Fiorentino, ha una storia legata a doppio filo con l'acqua. Per secoli le sue sorgenti hanno alimentato fontanili, lavatoi e piccoli sistemi di irrigazione per le comunità che vivevano alle sue pendici. Il cosiddetto Cammino dell'Acqua è un modo per attraversare il monte seguendo idealmente questo filo, tra sentieri boschivi e tracce di un'ingegneria rurale ormai in gran parte dimenticata.
Un percorso, più itinerari possibili
Non esiste un unico tracciato ufficiale rigido: la rete escursionistica di Monte Morello permette di comporre percorsi ad anello di diversa lunghezza, toccando sorgenti, radure e punti panoramici verso la piana fiorentina. Chi cerca un'uscita breve può limitarsi a un paio d'ore di cammino nei boschi più vicini a Sesto Fiorentino; chi ha più tempo può spingersi verso il crinale, dove il panorama si apre su Firenze da un lato e sulla campagna del Mugello dall'altro.
Il consiglio, prima di partire, è sempre lo stesso: portare con sé una mappa dei sentieri di Monte Morello (cartacea o su app offline), perché la copertura del segnale telefonico nel bosco non è sempre affidabile e i bivi sono numerosi.
Segni di un passato rurale
Camminando con attenzione si notano ancora tracce di muretti a secco, piccoli invasi e resti di canalizzazioni che un tempo servivano a raccogliere e distribuire l'acqua verso gli orti e i poderi della zona. Non si tratta di monumenti imponenti, ma di piccoli segni di un'economia rurale che per secoli ha convissuto con questo monte, sfruttandone le risorse con parsimonia. È lo stesso mondo contadino a cui appartiene la casa colonica in cui si trova oggi Casa di Gera: pietra, ulivi, un rapporto diretto con la terra e con l'acqua.
Natura e biodiversità lungo il cammino
Il rimboschimento del secolo scorso ha portato su Monte Morello ampie pinete di conifere, che oggi convivono con i boschi originari di latifoglie mediterranee: lecci, roverelle, aceri. Questa varietà rende il paesaggio mutevole a seconda della quota e dell'esposizione, e regala agli escursionisti scorci diversi a ogni tratto del cammino. Non è raro incontrare piccola fauna selvatica, soprattutto nelle ore più silenziose della giornata.
Per chi soggiorna a Sesto Fiorentino, il Cammino dell'Acqua è un'occasione per capire il territorio da un'altra prospettiva: non solo la Firenze dei musei, ma il monte che per secoli ha dato acqua, legna e ombra a chi viveva alle sue pendici.
Consigli pratici per affrontare l'itinerario
Chi non conosce bene Monte Morello farebbe bene a partire da un tratto breve, magari nei pressi di Sesto Fiorentino, per poi valutare se proseguire verso quote più alte. I sentieri sono generalmente ben percorribili, ma alcuni tratti nel bosco più fitto possono risultare scivolosi dopo la pioggia: un paio di scarpe con suola adeguata fa sempre la differenza.
È utile anche informarsi in anticipo sulla presenza di punti acqua lungo il percorso, che possono variare stagionalmente, e portare comunque una scorta propria. Per chi viaggia con bambini, i tratti più bassi vicino a Sesto Fiorentino offrono un buon compromesso tra interesse naturalistico e facilità di percorrenza.
Un itinerario che si può ripetere in ogni stagione
A differenza di altre mete che vivono un'unica stagione ideale, il Cammino dell'Acqua cambia volto nel corso dell'anno e può essere ripercorso più volte con impressioni sempre diverse: la ricchezza delle sorgenti in primavera, il fresco dell'ombra estiva, i colori caldi dell'autunno, il silenzio quasi ovattato dell'inverno. Per chi soggiorna a lungo a Casa di Gera, questo lo rende un itinerario a cui tornare più di una volta durante lo stesso viaggio, scoprendo ogni volta un dettaglio nuovo del monte che fa da sfondo alla casa colonica.
Il punto di partenza ideale per Monte Morello
Casa di Gera è immersa nel verde di Sesto Fiorentino, a pochi minuti dai sentieri del monte. Dopo una giornata di cammino, il patio esterno e la vista sull'uliveto sono il posto perfetto per riposare.